Jean-Baptiste Chardin, Bolle di sapone, 1739, Washington, National Gallery of Art

IL TEMPO ORDINARIO PRIMA DELL’AVVENTO

Nella pittura c’è un particolare soggetto chiamato “homo bulla”: non dipinge solo un gioco ma la condizione dell’uomo, che medita sulla fragilità della sua vita.
Quest’uomo, con alle spalle il buio, ripiegato su di sè a contemplare il nulla, richiama il modo di vivere il tempo che passa e la qualità che ognuno di noi è chiamato a dargli. Un ramo verde è collocato nel bicchiere del sapone: anch’egli destinato a non avere futuro, se continua a rimanere in quel liquido portatore di morte.
Un osservatore dallo sguardo triste guarda senza comunicare.
Anche la bolla è pallida e avvolta nell’oscurità.
Tutto ciò è proprio l’antitesi del Tempo Ordinario che viviamo nel suo ultimo tratto prima dell’Avvento. Tempo di verde fecondo, perché assorbe l’Acqua viva che è il Risorto! Tempo di luce che rimbalza quella del mattino di Pasqua! Tempo di relazioni calde e sananti, che scaturiscono dalla promessa: “Non vi chiamo più servi, ma amici!” (Gv 15,15).