Vladimir Kush, “Eye of the needly”, 2012, Jacob Art Gallery, Oakville, Ontario

Continua il nostro cammino nel Tempo Ordinario

Guardiamolo con quest’opera di Vladimir Kush, che richiama il celebre detto di Gesù sul cammello e la cruna dell’ago.
Questa enorme cruna sta al centro della scena, puntellata da una serie di croci di legno (ciò che abbiamo accumulato a scapito di altri) e, paurosamente inclinata nel vuoto, indica sempre il cielo.
Commenta suor Gloria Riva: “A strattonare non un solo cammello, ma un’intera carovana c’è un beduino. L’animale sembra non voler saperne di entrare e, con lui, tutti gli altri. Dietro l’apparente povertà del beduino c’è una ricchezza egoistica che impedisce al perspicace cammello di transitare dentro la cruna. Oltre al filo disegnato dalla carovana, c’è un altro filo: è quello del fiume placido che scorre tra le case. Là c’è la vita concreta, lontana da lotte di armi e petrolio, lontana da fondamentalismi arroganti, là c’è la vita laboriosa e quieta di chi confida nella Provvidenza. Quel filo argenteo disegna l’esperienza dell’uomo che si contenta di ciò che offre il quotidiano. Il sole sorge all’orizzonte sui due scenari, ed è come lo sguardo divino che vigila sulla verità”.
Crescere e celebrare nel Tempo Ordinario ci aiuta a stare nella carovana giusta, a godere del fiume placido dell’amore di Dio che scorre nelle nostre case.