Cristo, il farmacista, prepara una ricetta per Adamo ed Eva. Miniatura dal manoscritto “Canti royaux du Puy de Rouen” (1519-1528), Biblioteca Nazionale, Parigi

Anno pastorale 2019/2020

Scrive suor Maria Gloria Riva: “Tra il 600 e l’800 il farmacista era un benefattore della società, amico di Cristo, guaritore come lui e, al par di lui, depositario dei misteri celati nella creazione. Nacque così la curiosa iconografia del Cristo apotecario. Alcune erano vere e proprie insegne esposte alle pareti di farmacie che ponevano sotto la protezione del Cristo la loro attività, oppure miniature come questa. In una spezieria attrezzatissima, con scaffali pieni di barattoli e scatole etichettate, entrano due clienti d’eccezione. Sono Adamo ed Eva i quali, visti gli esiti del loro errore sull’umanità, decidono di ricorrere allo Speziale più illustre della storia onde essere guariti”.
In questo tempo di ripresa dell’attività dopo le ferie, di inizio autunno, di avvio delle attività ordinarie della vita comunitaria, potrebbe farci bene un salto da questo Farmacista, per ricordarci che senza di Lui non si sta bene, non si è in forma, non si guarisce. Mettiamoci in coda dietro Adamo ed Eva, che se ne intendevano di bisogno di star bene… Con gioia e speranza prendiamo ciò che Lui ci prescriverà per la nostra salute, che in latino è “salvezza”.
“Perciò attendiamo fiduciosi la salvezza che viene da lui, supplichiamolo che venga in nostro aiuto”. (Gdt 8,17)