Domenica di Pasqua

“Io esco nella luce, questa è l’aurora di Pasqua. L’orto di Giuseppe è gonfio di rugiada sotto i miei piedi. Il cielo a oriente si tinge di sangue. Quale moneta il sangue. Lui solo compera. Io compro tutti. Compro il dolore, la pau­ra, la bestemmia, la perdizione. Sulla collina ho sputato la spu­gna inzuppata di fiele, ma ora inghiotto la Morte perché non torni a germogliare. Sarà l’ultimo disgusto della mia passio­ne. E poi musica, fino alla fine del mondo”.
Luigi Santucci, “Volete andarvene anche voi?”

Orto di Giuseppe, Giardino di Pasqua, Calvario trasfigurato, fecondato dalla sorgente del Battesimo, illuminato dalla Luce Gentile del Cero nuovo: ricreaci nella speranza, in eterne passeggiate con il Risorto, che “resta con noi perché si fa sera”.

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