Incontri di Avvento 2018

Martedì 4 dicembre ore 21 nel salone del centro parrocchiale di Terraglione
“Aspettiamo il Signore incontrando l’uomo”: quale “carità” nel quotidiano?”
Serata con le 8 parrocchie del vicariato, insieme a don Luca Facco, direttore della Caritas diocesana.

Mercoledì 12 dicembre ore 20.30 nella chiesa degli Eremitani
Veglia diocesana dei giovani con il vescovo Claudio

Giovedì 13 dicembre ore 20.45 alla chiesa del Torresino
“Una sera al Torresino”: visita guidata dal dott. Andrea Nante, direttore del Museo diocesano.
E’ necessario iscriversi nel sito della parrocchia >> ISCRIVITI

Venerdì 14 dicembre ore 21 nella chiesa di Cadoneghe
“Venerdì e Sabato Santo” con Marzia Filippetto, direttrice di “Villa Madonnina”
Incontro sul Triduo pasquale per genitori e ai padrini di quinta delle tre parrocchie sorelle e a chiunque desidera partecipare.

Martedì 18 dicembre ore 21 nella chiesa di Mejaniga
Serata di preghiera per giovani e adulti con le tre parrocchie sorelle; i preti saranno a disposizione per le confessioni.

Una sera al Torresino

Nel percorso di avvento con le tre parrocchie sorelle di Cadoneghe, potremo godere di una visita di bellezza alla chiesa della Madonna Addolorata del Torresino, guidata dal dott. Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano.

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE

Ci troveremo alle ore 20.45 davanti la chiesa, in via Torresino a Padova.

Per partecipare è necessario iscriversi tramite il form online, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Quella sera raccoglieremo un’offerta di € 5 a testa.

Il neo diacono Giovanni

Molti di noi hanno partecipato all’ordinazione diaconale di Giovanni Casalin, il seminarista che ha fatto servizio due anni nella nostra parrocchia.

Verrà a trovarci domenica 18 novembre, partecipando all’eucaristia delle 10.

Poi lo festeggeremo in fraternità con un pranzo “porta e offri” con chi desidera (in particolare i giovani!), alle 12.30.

Come comunità proponiamo di essergli vicino per le varie spese che ha avuto e per quelle che serviranno per il futuro. Chi desidera contribuire, può farlo lasciando una busta nei cestini domenicali o consegnandola a persone di fiducia, con la scritta “Per Giovanni”.

Grazie a tutti!

Perchè la Parola sia al centro

Anche quest’anno continuano due proposte rivolte a tutti per stare con la Parola di Dio.

Il GRUPPO BIBLICO proporrà una “passeggiata” settimanale al martedì alle 21, toccando alcune pagine del Primo Testamento. Sarà quasi un pellegrinaggio per incontrare personaggi, luoghi, situazioni che, nell’amicizia con i fratelli ebrei, nutriranno la nostra fede e ci orienteranno a Cristo Signore. Non sarà una lettura continua, ma ogni incontro si concluderà nella serata stessa. Si inizierà martedì 16 ottobre

Una Domenica al mese è proposta FRATERNITA’ E PAROLA, su alcuni brani del libro della Genesi. Si inizierà alle 16.30 con l’approfondimento della Parola, il tempo personale, la condivisione e la cena insieme “porta e offri”, a partire da domenica 11 novembre.

25° di Dedicazione della nostra chiesa

Appena si entra nella nostra chiesa, se si guarda la parete a destra dell’ingresso, si nota una scritta dorata:

D. O. M.
Questa chiesa è stata dedicata in onore di San Bonaventura
1-11-1993

Torneremo in seguito sul senso della scritta. Per ora notiamo come l’1 novembre di quest’anno saranno 25 anni da quella data. E’ un grande avvenimento di fede e di memoria grata per la nostra comunità… Proviamo a prepararci con alcune briciole di storia, di liturgia, di teologia e di comunione, da oggi ad allora…

Se prima di entrare in chiesa vi soffermate sulla base del muro di sinistra guardando la facciata, noterete una lapide che ricorda come il 3 ottobre 1970 il vescovo Girolamo Bortignon benedisse la prima pietra della nuova chiesa, che accoglierà la comunità per la prima volta il 26 marzo 1972, domenica delle Palme, e verrà benedetta, sempre dal vescovo Girolamo, nella domenica 2 luglio dello stesso anno.
Disse papa Benedetto in un’omelia del 2009: “La prima pietra di una chiesa è simbolo di Cristo. La Chiesa poggia su Cristo, è sostenuta da lui e non può essere da lui separata. Egli è l’unico fondamento di ogni comunità cristiana, la pietra viva, rigettata dai costruttori ma scelta e preziosa agli occhi di Dio come pietra angolare (cfr 1 Pt 2,4-5.7). Con lui anche noi siamo pietre vive costruite come edificio spirituale, luogo di dimora per Dio (cfr Ef 2,20-22; 1 Pt 2,5). Questa è la realtà della Chiesa; essa è Cristo e noi, Cristo con noi. Egli è con noi come la vite è con i suoi tralci (cfr Gv 15,1-8). La Chiesa è in Cristo una comunità di vita nuova, una dinamica realtà di grazia che promana da lui”.

Ma cosa significa la parola “chiesa”? Il termine deriva dal greco ekklesía, che significa “assemblea” o “coloro che sono convocati”. Il significato fondamentale di “chiesa” non è quindi quello di un edificio, ma di persone. Il contenuto (le persone) ha in seguito dato il nome anche al contenitore (l’edificio). Per capirci, potremmo scrivere in minuscolo l’edificio e in maiuscolo le persone convocate. 

Ma perché si parla prima di “benedizione” e poi di “dedicazione”? Quando la costruzione di una chiesa è terminata, viene benedetta, invocando la benevolenza e la presenza del Signore su di essa. In seguito quel luogo può anche essere dedicato ad altro scopo, come succede quando, in una nuova parrocchia si celebra inizialmente in un capannone o in una sala o in un prefabbricato. Quando invece la chiesa viene “dedicata” significa che la si vuole destinare in modo definitivo al culto. Il rito della dedicazione può però essere celebrato solo quando la chiesa possiede un altare fisso (per questo il rito quasi sempre viene ritardato rispetto alla benedizione).
Non si tratta di passaggi burocratici… Come per tutte le nostre case, si tratta di momenti che segnano una storia di amore di chi abita i luoghi, di chi li ha sognati proprio perché esprimino, custodiscano e incrementino la storia di bene di chi li abita. Così è anche tra di noi e con il Signore, come continua papa Benedetto: “La chiesa è un edificio in cui Dio e l’uomo vogliono incontrarsi; una casa che ci riunisce, in cui si è attratti verso Dio, ed essere insieme con Dio ci unisce reciprocamente”.

Le tre lettere puntate sono le iniziali di tre parole latine: Deo Optimo Maximo, che possiamo tradurre Al Signore, più che buonissimo. Significa che da 25 anni questo luogo è “dedicato” a lui, non ha altri scopi, non vogliamo che serva ad altro che ad essere segno del suo essere “più che buonissimo” nell’abitare in mezzo a noi e nell’abbracciarci di misericordia quotidianamente, noi che non siamo “più che buonissimi”… E in questo “dedicare” il vescovo Girolamo ha scelto per noi un compagno di viaggio: san Bonaventura.

Come avvenne questa “dedicazione”? Sono quattro i passaggi fondamentali del rito.

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