Avvento 2018

PRIMA DOMENICA

Siamo come alberi spogliati di futuro…
Non troviamo più sole, non c’è più stagione feconda, respiriamo angoscia e ansia, e un inverno tetro ci fa morire di paura…
Eppure da questo laccio che soffoca è sfuggito un Germoglio.
Ci sarà ancora futuro, il tempo verrà fecondato dall’attesa e avremo forza di sfuggire al grigiore…
Il Germoglio sarà la porta per un nuovo squarcio di Cielo nuovo.
“Risollevatevi e alzate il capo”: egli viene e tutto accade…

 

 

SECONDA DOMENICA

Quando sui rami ancora spogli vediamo spuntare
le gemme e le foglie, si tira un sospiro di sollievo,
perché l’inverno è passato e la primavera non tarderà.
Fratelli cristiani, vivere l’Avvento significa riconoscere
che il Signore fa germogliare vita nuova
dai nostri piccoli passi, dalla nostra fedeltà, dalla nostra fiducia.
E’ vero che le gelate possono essere micidiali,
ma non verranno se attenderemo operosi
il Signore e se saremo una comunità unita e umile,
che cammina insieme.
Come le foglie, anche le nostre vite,
semplici e buone,
diventeranno bellezza per l’albero della Chiesa,
saranno casa ospitale per molti,
porteranno ombra e ristoro in noi e attorno a noi.

 

TERZA DOMENICA

Quando viene la pioggia,
anche il deserto più arido fiorisce,
perché custodiva i semi portati dal vento:
mancava solo l’acqua per dare inizio al futuro.
Fratelli cristiani, vivere l’Avvento significa riconoscere
che il Signore e la sua Parola sono l’acqua viva
che fa fiorire in noi le realtà più grandi e più belle.
Sembra impossibile, eppure anche il deserto più arido può essere vinto!
Possiamo sconfiggere la siccità che proviamo in noi,
l’arsura nelle nostre relazioni,
se accogliamo Gesù
come l’unico in grado di spegnere la sete,
di irrigare i cuori, di fecondare i deserti.
Così gli prepariamo la via,
perché possa raggiungere i nostri giorni.

 
QUARTA DOMENICA

I frutti maturi sugli alberi, ci dicono che un ciclo di vita si è compiuto
e ci invitano ad essere certi che le fatiche e le attese non sono mai vane.
Proprio come quando nasce un bambino, atteso con pazienza e sacrificio.
Ti dice che vale comunque la pena, perché la vita vince sempre su tutto.
Fratelli cristiani, stiamo portando a compimento l’Avvento
e la terra germoglierà il frutto più bello della sua storia:
Gesù di Nazaret, figlio dell’uomo e figlio di Dio.
In lui anche il più piccolo dei nostri semi porterà frutto
e nessuna speranza andrà delusa.

 

 

NATALE DEL SIGNORE

Nella notte di Natale, Colui che non aveva un posto per nascere viene annunciato a quelli che non avevano posto alle tavole e nelle vie della città: i pastori sono i primi destinatari di questa Buona Notizia. A loro – pagani, peccatori e stranieri – l’angelo dice: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2,10-11). […]
Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza, apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite.

Papa Francesco